IL TANGO È YOUNG

È dalle sue origini povere che il tango trae la sua essenza libera, vitale, poetica e straziante, il suo essere un linguaggio trasgressivo e sensuale, che dice molto senza parlare.Il tango, infatti, è una conversazione fatta non di parole, ma di movimenti che si susseguono l’uno all’altro, di domande e risposte.

Come nella lingua, parlata e scritta, singole e basiche regole di grammatica permettono di comporre l’intero linguaggio, così il tango si crea attraverso l’incastro di semplici passi-base. È un linguaggio anche lui, ma del corpo. Una volta creatasi la struttura tecnica, logica e quasi matematica, si lascia spazio alla creatività. È a questo punto che le parole diventano racconto e i passi diventano ballo. Ci si abbandona alla musica e all’abbraccio del nostro compagno e senza dire una sola parola, si crea una connessione che dura il tempo di un tango.

La storia del tango è incerta, avvolta da una nube grigia di fumo, come i vicoli e i cortili di Bueno Aires e Montevideo in cui è nato, tanto tempo fa, in un’epoca poco definita nella seconda metà del XIX secolo.

Frutto dell’incontro di poveri immigrati spagnoli, italiani, tedeschi e russi che abitavano fianco a fianco nei quartieri di periferia, il tango unisce in sé tradizioni musicali provenienti da più continenti. Rifiutato dalla società borghese, non fa, però, fatica a diffondersi fra la povera gente come ballo clandestino praticato nei locali periferici.

Solo nel XX secolo inizia a diffondersi nei teatri, nei cafè e nei più lussuosi locali parigini ed europei.

Se dovessi immaginare un luogo in cui ballare il tango oggi, immaginereila sala più grande di una antica residenza, pavimenti in legno un po’ scricchiolanti, pareti che lasciano intravedere la sontuosità di qualche vecchio affresco e un meraviglioso soffitto a cassettoni in cui perdere lo sguardo. I muri così spessi da non far uscire nemmeno una nota di quella travolgente musica, sulla quale i sottili tacchi femminili muovono passi cadenzati dal ritmo del tango.

Questo posto non è, però, frutto della mia immaginazione. Esiste. E si trova a Bolzano! È un complesso architettonico del 1630, circondato da profumati vigneti, oggi sede della cooperativa Maria Heim. Grazie alla associazione TangoSudtirol, una delle sue sale più belle e suggestive ospita, una volta a settimana, lezioni di tango.

Samuel, insegnante di tango, ci ha raccontato come TangoSudtirolsia una associazione che dal 2014, attraverso il progetto “Tango Young Bolzano”, opera allo scopo di avvicinare il tango argentino, da molti ormai percepito come ballo riservato a “coppie di pensionati”, ai giovani di Bolzano e del Trentino-Alto Adige, creando collaborazioni con le scuole locali e con l’università e organizzando eventi dedicati esclusivamente a giovani.

I corsi sono suddivisi per livelli: il corso “Tango 0” è pensato per chi non ha mai ballato, il corso “Tango 1” è riservato a chi già conosce le basi del ballo, “Tango 2”, invece, è il corso per chi ha già maturato qualche anno di esperienza.

Se volete saperne di più, date un’occhiata alla video-intervista di Samuel realizzata dalla nostra redazione (link) e al sito www.tangosudtirol.it.

Fatevi trascinare dal ritmo della milonga guardando le fotografie di Patrizia e il video di Sabrina.