Esistono vari modi per ridare vitalità ad un quartiere cittadino. C’è chi lo fa puntando sulla gentrificazione, come nel distretto del Bronx di New York, dove il Comune americano sta provando a mettere in pratica una serie di manovre volte quasi a cancellare, più che cambiare, l’intera identità di un quartiere popolare, riscrivendone una di tutt’altro genere, incurante delle ripercussioni degli effetti socio-culturali. E poi c’è invece chi, dall’altra parte dell’oceano, e delle Dolomiti, come la città di Bolzano, preferisce preservare la memoria di un quartiere, ridando quella scintilla momentaneamente persa. Come? Proprio attraverso la cultura.

Nel 2017 l’Ufficio Ripartizione della cultura italiana, l’Ufficio politiche giovanili, l’Ufficio Ripartizione patrimonio della Provincia Autonoma di Bolzano insieme a Ipes hanno istituito un bando culturale innovativo dal nome “Botteghe di cultura”, finalizzato a rivitalizzare il quartiere Don Bosco, situato a pochi chilometri dal centro città.

Negli ultimi anni, questa zona periferica ha subito un forte calo di vita, segnalando l’assenza di eventi e attività coinvolgenti per il pubblico, dovuto a diversi motivi. Inoltre, è stata fatta notare la presenza di vari locali, spazi commerciali chiusi ormai da molto tempo per i quali, una volta terminato il proprio ciclo vitale, nessuno si è fatto avanti per prendere gli immobili in gestione.

La politica locale, insieme a diversi attori attivi sul territorio, è voluta intervenire agendo su quattro locali sfitti a Don Bosco, partendo dall’omonima piazza, passando per via Sassari e arrivando a via Bari. Gli immobili nel corso del tempo sono diventati spazi vuoti e trascurati nel quartiere.

Sono molte le associazioni e le cooperative che si sono fatte avanti proponendo progetti per ridare una nuova vita a questi locali. Tra i progetti che la Provincia ha accolto c’è anche quello di YOUthMagazine, della cooperativa Medialab, un portale di informazione e di approfondimento che racconta Bolzano, e non solo, attraverso uno sguardo giovanile e lo fa con mezzi e linguaggi differenti. Tutto questo avviene nella nuova sede in via Sassari, che è riuscita a dare una nuova veste ad una bottega ormai in disuso. Il locale, in comodato gratuito fino al 2021, insieme alle altre tre vincitrici del bando, fa parte del brand “Botteghe di cultura”.

Le botteghe organizzano eventi, feste e attività collettive per favorire la coesione sociale, la partecipazione attiva soprattutto per i più giovani nel quartiere. “Cerchiamo di valorizzare al massimo il quartiere. Il confronto porta un arricchimento culturale per tutti” dice Antonio Longo presidente di Medialab.

Uno degli ultimi eventi che ha lanciato YOUthMagazine, insieme a LDV20 (deve il suo nome a via Leonardo DaVinci, civico 20) – un progetto della Cassa di Risparmio di Bolzano che nasce per valorizzare le risorse umane ed economiche del territorio, ed è situato in centro città – è “Ritorno al Futuro”. “Innovazione non è solo tecnologia, è anche cambiamento. Partiamo da un qualcosa che già esiste ma la osserviamo da un punto di vista diverso. Si vuole ritornare alle radici per apprezzare qualcosa che prima non si notava” spiega Sofia Khadiri, project manager della Cassa di risparmio di Bolzano.

Si assisterà a dei “paradossi”, come quelli che sosteneva il buon Dottor Emmett Brown davanti a Marty McFly, nel secondo capitolo della saga degli anni Ottanta dal titolo Ritorno al Futuro. Un viaggio per riscoprire quello che la tecnologia e l’innovazione hanno da un lato soppiantato e che adesso sono promotrici di un ritorno alle radici.

La collaborazione di YOUthmagazine e LDV20 costituisce un ponte che collega la periferia al centro. Inoltre, gli incontri saranno alternati e avranno luogo nelle loro rispettive sedi ogni due settimane fino al 5 dicembre.

Il 26 settembre scorso si è svolto il primo appuntamentonella sede di YOUthmagazine, dove si è discusso di un’alternativa al turismo diffuso con il progetto trentino Ospitar, raccontato dal responsabile e presidente di Cbs Francesco Gabbi.

Ospiar è società che nasce con l’idea di valorizzare zone del Trentino meno conosciute tramite un circuito che promuove l’ospitalità turistica privata, e non attraverso i canali innovativi e popolari a cui siamo abituati oggi. Lo fa attraverso la riqualificazione delle seconde case e la riattivazione del tessuto comunitario, valorizzando il potenziale turistico del Trentino meno reclamizzato, migliorando il patrimonio immobiliare esistente e a favorire sinergie tra privati, enti ed esercizi commerciali. Perché le case sfitte e abbandonate a loro stessesono un danno patrimoniale e territoriale, che penalizza una comunità intera. Ospitar è partito a maggio del 2018 e lavora insieme ai Comuni, mettendoli in contatto con i proprietari degli immobili.

Il progetto sta avendo un enorme successo e si sta espandendo anche nelle zone limitrofe al Trentino, come nel Comune altoatesino di Salorno che ha già contattato la società. Inoltre, sono arrivate richieste provenienti da altre regioni d’Italia, e si sta cercando di capire come incrementare il progetto su scala nazionale.