Fin dai tempi antichi abbiamo sempre avuto il bisogno di spostarci. Con il passare dei secoli ci siamo evoluti e abbiamo inventato mezzi per viaggiare. Siamo passati dall’ andare in giro in una carrozza trainata da cavalli, a navigare fiumi su un battello a vapore, all’ invenzione della bicicletta fino ad arrivare all’ automobile elettrica. Come testimoniano le diverse vetture di trasporto in epoche diverse, la nostra voglia o l’esigenza di spostarci non si è affievolita. L’ingegno umano, abbinato alla piena consapevolezza che questi veicoli hanno sull’ ambiente, ha portato ad inventare mezzi di trasporto alternativi.

Lo scorso 10 ottobre si è tenuto il secondo appuntamento della rassegna “Ritorno al futuro”. Nei suoi cicli di appuntamenti, si intende discutere di innovazione in una declinazione diversa, cercando di recuperare quei costumi e quelle tradizioni che, per paradosso, sono stati offuscati proprio da un utilizzo non consapevole e ragionato degli strumenti offerti dall’innovazione. L’evento è organizzato da Youthmagazine, un progetto della cooperativa Medialab, realizzato in collaborazione con le Politiche giovanili della Provincia Autonoma di Bolzano e da LDV20, un nuovo spazio dedicato ai giovani e all’innovazione. Il laboratorio nasce da un’idea di Nicola Calabrò, amministratore delegato e direttore generale della Cassa di risparmio di Bolzano. Deve la sua denominazione alla via in cui è situato, Leonardo Da Vinci 20. Lo spazio punta a valorizzare le risorse umane ed economiche del territorio attraverso attività di networking e consulenza per giovani imprenditori e startupper. Nella sede di LDV20 si è parlato della mobilità alternativa. Protagonista del tema, la funzionalità della bicicletta, in particolare quella elettrica come servizio di Bike – Sharing.

Nel 2017 la bici, conosciuta in tutto il mondo, ha compiuto 200 anni. Uno dei primi ad avvicinarsi a questa invenzione è stato Leonardo Da Vinci, come testimonia un suo disegno del tardo Quattrocento. Dalle bozze del genio fiorentino all’uso pratico del primo modello di questo mezzo di trasporto a due ruote, bisognerà aspettare i primi dell’Ottocento grazie al barone, nonché inventore tedesco, Karl von Drais che inventerà quella che in Italia verrà chiamata con il nome di draisina, da cui appunto deriva la bici. Come per tutti i mezzi di trasporto, anche la bicicletta si è evoluta. L’ultimo modello di bici che vediamo oggigiorno è quella elettrica.

Nel capoluogo altoatesino, lo scorso 7 ottobre, è stato inaugurata il servizio di Bike – Sharing, promosso da Comune nell’ambito di un’ ampia strategia di mobilità attraverso una rete integrata di trasporto pubblico in grado di offrire ai cittadini un ricco ventaglio di alternative per gli spostamenti urbani. Questo mezzo di trasporto è parte integrante della “Rete Ciclopolitana di Bolzano”, ossia una metropolitana per biciclette, la cui realizzazione è stata in larga parte (60% della spesa) co-finanziata dal Ministero dell’Ambiente. La spesa per il Bike – Sharing è stata di 196.000 Euro.

Ad aggiudicarsi il bando per la realizzazione del servizio di Bike – Sharing è stata la divisione di Ecospazio dell’azienda Logiss di Rovereto. L’impresa si occupa di mobilità elettrica e sistemi di ricarica per veicoli elettrici. Nicola Brunelli, Michele Magnani e Alberto Costa, (il team di Ecospazio), hanno presentato il loro lavoro nella serata dedicata alla mobilità alternativa. “Il nostro prodotto è dedicato principalmente al territorio. Abbiamo installato 9 ciclostazioni con 12 posti per le e-bike e portato una flotta di 100 biciclette elettriche. L’accesso al servizio da parte degli utenti può avvenire con un App mobile o tramite l’integrazione con l’Alto Adige Pass” spiega l’ingegnere Brunelli.


The story crafter by Patrizia Corriero

Il servizio di Bike – Sharing  piace molto ai bolzanini sopratutto per il costo. La bicicletta con la pedalata assistita si può affittare per un 1 Euro all’ora e per un massimo di tre ore. Il mezzo è pensato per spostamenti brevi. Infatti, le ciclostazioni sono state posizionate in punti strategici come vicino ad una fermata dell’autobus, uffici e stazione. Inoltre, tutte le bici sono dotate di un sistema Gps per la sicurezza e la manutenzione.


The story crafter by Patrizia Corriero

Bolzano è il comune  in Italia fra i più virtuosi nella progettazione e nell’investimento della mobilità alternativa. Nel corso degli anni la città, che ha investito molto sul territorio, è cresciuta sia in termini economici che a livello di popolazione. I dati presentati dell’ingegnere Ivan Moroder dell’Ufficio mobilità del Comune di Bolzano, dimostrano che i bolzanini nel 2017 erano circa 106.000 e, la maggior parte di loro per spostarsi ha utilizzato: l’auto (30%),la bici (26%),ilmotorino (5%), il trasporto pubblico (10%) ma c’è anche chi ha scelto di muoversi a piedi (29%). In un giorno, solo i bolzanini hanno effettuato 360.000 spostamenti. “Il bolzanino medio sa che la bici è il mezzo più veloce per muoversi in città. Le strade di Bolzano, per la loro storia, non sono progettate per un flusso di entrate ed uscite così alto. Chi viene da fuori città potrebbe trovare molto utile e veloce un servizio di Bike – Sharing per spostarsi autonomamente” afferma Moroder.

Secondo i dati raccolti da Ecospazio, in Italia gli spostamenti con l’auto sotto i 5 km sono il 60%. Occorre educare ad una nuova forma di mobilità. L’uso della bici elettrica per brevi spostamenti sta provando a farsi strada nella mentalità delle maggior parte delle persone. Come per ogni innovazione serve il suo tempo perché diventi un’ abitudine, ma il team di Rovereto è sicuro che questo forma di mobilità, come il Bike -Sharing, sia il futuro.