Ph: Patrizia Corriero

“Prestazione volontaria e gratuita della propria opera a favore di categorie di persone che hanno gravi necessità e assoluto e urgente bisogno di aiuto e di assistenza”.

Questa la definizione da vocabolario del termine “volontariato”.
Beh, credetemi se vi dico che dopo aver incontrato Sara e Karina, nel vocabolario, alla voce “volontariato” io leggo Operation Daywork. Scopriamo perché!

Nei primi anni del 2000, dei giovani ragazzi altoatesini, durante un loro viaggio di volontariato in Chiapas (nel Messico), incontrarono casualmente un gruppo di ragazzi danesi altrettanto giovani che gestivano una associazione di volontariato dinamica ed innovativa (benché nata negli anni ’70) formata unicamente da ragazzi e giovani adulti. Un’idea originale e vincente che i ragazzi decisero immediatamente di realizzare anche in Alto-Adige. Nacque così, nel 2007, Operation Daywork, sotto forma di un’organizzazione no-profit, col principale obiettivo di sensibilizzare la comunità di giovani trentini e altoatesini su temi quali i diritti umani, la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà internazionale.

La particolarità dell’associazione sta nel completo affidamento della sua gestione a studenti delle scuole superiori. Il consiglio dell’associazione, infatti, è formato esclusivamente da studenti regolarmente iscritti a istituti di scuola superiore e, per questo, la sua composizione cambia di anno in anno.
Un compito non molto facile, quello assegnato ai ragazzi, che si devono occupare della gestione e del coordinamento dell’intero progetto, costellato da tantissime attività ed iniziative che si susseguono nell’arco di tutto l’anno.

Operation Daywork si struttura in quello che potrebbe essere definito come un vero e proprio “cerchio di attività” che inizia a maggio, mese in cui si tiene l’assemblea generale, alla quale sono invitati tutte le studentesse e tutti gli studenti della Regione Trentino-Alto Adige. In sede assembleare vengono presentati persone, organizzazioni, movimenti, progetti ecc. che si sono distinti per il loro impegno nella difesa dei
diritti umani in contesti a rischio. Il ruolo degli studenti è quello di votare il progetto o la persona che ritengono essere il candidato più meritevole, per coraggio e impegno, d’essere insignito del Premio Diritti Umani di Operation Daywork. Il vincitore determinerà le tematiche sulle quali verterà la campagna di sensibilizzazione degli studenti e verrà invitato a tenere e a partecipare a incontri nelle scuole. Sarà, inoltre,
protagonista della Giornata d’Azione, l’evento conclusivo dell’anno di Operation Daywork.
Nei mesi estivi si svolge la SAME Summer Academy, un programma di scambio culturale finanziato dal progetto europeo Erasmus+ e finalizzato all’incontro di tutti i giovani volontari d’Europa che operano in associazioni di volontariato simili a Operation Daywork.
Settembre, invece, è il mese dedicato ad un incontro a porte aperte della durata di due giorni, al quale possono partecipare tutte le studentesse e tutti gli studenti interessati a far parte del consiglio e nel quale si discutono le attività che verranno svolte e le tematiche che andranno affrontate nel corso dell’anno scolastico.
Da ottobre a dicembre i membri del consiglio sono impegnati nell’organizzazione della campagna di sensibilizzazione e nella preparazione del materiale che servirà alla realizzazione dei workshop, che, a partire da gennaio e fino a marzo, verranno svolti nelle scuole superiori dell’Alto Adige e del Trentino e che costituiscono il nucleo della campagna di sensibilizzazione. I workshop vertono su tematiche attinenti ai diritti umani e vengono tenuti dagli stessi ragazzi membri del consiglio di Operation Daywork; e, infatti, è proprio questo lo scopo dell’organizzazione: creare un’associazione di ragazzi per ragazzi.

Il fulcro, in cui si concentrano tutti gli sforzi organizzativi e gestionali sostenuti durante l’anno, è la Giornata d’Azione, che rappresenta una sorta di chiave di volta dell’intero cerchio di attività dell’organizzazione e ne incarna anche la sua più profonda essenza. Durante questa giornata, difatti, gli studenti delle scuole
superiori, che volontariamente si prestano a tale attività, dedicano la loro mattinata scolastica allo svolgimento di un lavoro a scelta, per poi regalare il frutto economico del loro operato al vincitore del Premio Diritti Umani.
Un gesto tenero e altruistico e, oserei dire, non spontaneo, ma, anzi, “maturato”. Perché Operation Daywork non è una semplice associazione di volontariato, bensì uno strumento che, attraverso le mani efficaci di un gruppo di giovani studenti, instilla conoscenza e coscienza in altri giovani ed apre loro la strada verso la maturità.
Non ne sapete ancora abbastanza? Non allarmatevi. Altre interviste e altre storie alla scoperta dei giovani volontari di Operation Daywork e del vincitore del Premio Diritto Umani 2018 vi aspettano nelle prossime puntate!

Heike Köhler