Photo: Patrizia Corriero

Eccoci giunti a destinazione, al capitolo conclusivo di questo mese dedicato alla scoperta di Operation Daywork: la Giornata d’Azione, il fulcro degli sforzi profusamente spesi dai giovanissimi volontari durante tutto l’anno di attività.

Operation Daywork, ricordiamolo, è un’organizzazione no-profit, nata nel 2007 a Bolzano e interamente gestita da studenti delle scuole superiori che si propongono di sensibilizzare la comunità di giovani trentini e altoatesini su temi quali i diritti umani, la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà internazionale. Le innumerevoli attività, che costellano l’agenda dei giovani volontari, convergono, tutte, in tre eventi cardine: la nomina del vincitore del Premio Diritti Umani di Operation Daywork, lo svolgimento di workshop e incontri di sensibilizzazione nelle scuole superiori dell’Alto Adige e del Trentino e, infine, l’evento più importante, chiave di volta dell’intero “cerchio d’attività” in cui è coinvolta l’organizzazione, la Giornata d’Azione.

La Giornata d’Azione si è tenuta, quest’anno, lo scorso 12 aprile. Più di 300 le ragazze e i ragazzi che hanno scelto di partecipare e di scambiare penne, calcolatrici e banchi di scuola con una mattinata di “azione”.
Infatti, dopo la fitta campagna di sensibilizzazione che i volontari di Operation Daywork portano avanti ogni anno, da gennaio a marzo, in varie scuole superiori di tutta la Regione, moltissimi studenti (quest’anno più di 300, appunto) hanno aderito alla proposta impegnandosi personalmente nella ricerca di un datore di lavoro che fosse disposto a ricompensare economicamente la giornata di lavoro. Tuttavia, i proventi dei servizi resi dai ragazzi non confluiscono nelle loro tasche come tutti s’aspetterebbero, ma vengono donati direttamente ad un fondo destinato a supportare Sheik Abdo, attivista per i diritti umani dei rifugiati siriani in Libano e promotore e portavoce della “Proposta di Pace per la Siria”, nonché vincitore del “Premio Diritti Umani 2019” di Operation Daywork. (Per saperne di più sulla sua attivtà, seguirà un articolo)

Anche noi abbiamo deciso di dare il nostro contributo seguendo i più di 15 ragazzi impegnati negli uffici del Comune di Bolzano e nelle farmacie del centro storico, riprendendoli “in azione” e sbirciando nelle stanze che per un giorno li hanno accolti.
Felizitas, Giorgia, Vera, Alice, Lisa, Nadine, Thomas, Ismael e molti altri hanno affiancato gli impiegati comunali nella loro routine lavorativa, Valentina, invece, come gli altri ragazzi impegnati nelle farmacie, si è occupata di misurare gratuitamente la pressione arteriosa ai clienti della farmacia in Piazza Domenicani.
Abbiamo registrato le loro voci tremolanti d’emozione e immortalato i loro freschi volti, raggianti per la soddisfazione d’aver compiuto gesto carico di generosità e solidarietà e, ammettiamolo, anche un po’ per aver avuto un buon pretesto per saltare l’ora di inglese e l’interrogazione di matematica! 😉

A questi ragazzi abbiamo voluto dedicare tutta la nostra attenzione e ora, sempre a loro, vogliamo esprimere tutta la nostra stima e ammirazione, non solo per aver svolto le mansioni loro assegnate con ammirevole dedizione e abnegazione, come gli stessi supervisori hanno tenuto a sottolineare, ma anche, e soprattutto, per essersi mobilitati con tale convinzione a favore della causa di persone a noi “lontanissime”, contribuendo a focalizzare l’attenzione mediatica ed emotiva su un problema (quello delle condizioni dei profughi siriani in Libano) che non è mai stato sufficientemente considerato.

Ciò che i ragazzi hanno seminato in una mattinata di lavoro volontario crescerà e darà i suoi frutti direttamente in Libano, dove ragazzi e bambini siriani, insieme a Sheik Abdo, si battono ogni giorno per trasformare l’istruzione da mero privilegio a diritto fondamentale. Forse la loro battaglia sarà ora un po’ più facile, a dimostrazione del fatto che anche a un piccolo sforzo può corrispondere un immenso regalo.