di Heike Koehler

Nella giornata dello scorso 27 febbraio gli operatori dei cinque uffici della Ripartizione Cultura italiana che formano il Centro Trevi sono stati protagonisti attivi di un workshop sullo sviluppo di identità del Centro stesso. Lo scopo di tale iniziativa è quello di dare risposta ad un quesito irrisolto: che cos’è il Centro Trevi? Tra gli operatori, infatti, è risultato molto difficile trovare un accordo su quali fossero le specifiche funzioni e connotazioni del Centro Trevi, che resta, dunque, uno spazio ancora poco definito. Uno spazio tutto da riempire.

A coordinare il workshop, Beate Weyland, professoressa di Didattica nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bolzano, che da sempre dedica le sue attività di ricerca all’accompagnamento delle scuole, di qualsiasi grado e ordine, nel dialogo tra pedagogia ed architettura, al fine di ripensare architettonicamente gli spazi a fini pedagogici. L’idea su cui si basano i workshop è quella di una corrispondenza tra la struttura fisica degli spazi scolastici e l’identità pedagogica della scuola; in altre parole, la conformazione e l’architettura di un luogo possono influenzare l’idea e il carattere delle attività che vi vengono svolte. E viceversa, naturalmente.

Il workshop ha avuto, dunque, quale generale obiettivo, quello di individuare un carattere del Centro, che possa fungere da comun denominatore dei cinque uffici che lo compongono; quale obiettivo più specifico, invece, l’individuazione dei punti di forza e di debolezza del centro in tema di orari, di coordinamento degli uffici e di connotazione degli spazi. In particolare, la Professoressa ha voluto concentrare su quest’ultimo punto gran parte del workshop, accompagnando il gruppo in una visualizzazione guidata di 5 minuti, in cui i 25 partecipanti hanno liberato la loro fantasia e sognato un “nuovo” Trevi ripensando i suoi spazi attraverso immagini.
L’aspetto interessante, come ha sottolineato la Professoressa, è la “convergenza della quasi totalità delle visualizzazioni dei partecipanti in un particolare spazio del Centro: il foyer. Quasi tutti, infatti, hanno sognato di poter rendere il foyer uno spazio più dinamico, ricco e attivo, magari con l’aggiunta di oggetti, libri, divani e un bar”.

L’ultima parte del workshop è stata dedicata alla elaborazione, da parte dei partecipanti, di un progetto concreto di innovazione del Centro, a partire proprio da un ripensamento dello spazio del foyer, che si è rivelato essere l’elemento di raccordo tra tutti gli uffici del Trevi.
Molte, quindi, le novità, che presto caratterizzeranno il Centro. Novità pensate proprio da chi il Centro Trevi “lo fa”.