di Heike Köhler

“Zaino in spalla e via”. Quante volte ce lo siamo detti, tornando a casa il venerdì sera, dopo una lunga e stremante settimana di lavoro o di studio! Ma per gli amanti della montagna, soprattutto per quelli più prudenti, che vogliano dedicare l’intero finesettimana a gite ed escursioni, non basta prendere lo zaino, metterselo in spalla e partire alla scoperta delle bellezze naturalistiche altoatesine. I più accorti escursionisti sanno, infatti, che la buona riuscita di un weekend all’insegna di cime e sentieri montani sta nell’organizzazione del proprio percorso, dall’equipaggiamento ai sentieri, dalle condizioni meteo al pernottamento nei bivacchi. Molto spesso è proprio quest’ultimo punto a rendere l’organizzazione ostica e problematica, perché, al di là del fatto che sono molti i bivacchi altoatesini poco o per nulla conosciuti, anche quando questi siano già stati individuati prima della partenza, resta in agguato lo sconfortante rischio di non trovare posti-letto disponibili e di dover passare la notte per terra, stipati come sardine o, peggio, accampati all’esterno, su una cima alta 3000 metri.
Ed esattamente questo problema ha spronato un gruppo di tre giovanissimi ragazzi a trovarvi una soluzione, facendo proprio il sinergico, e ormai quasi inscindibile, binomio “natura-tecnologia”.
Carlotta Tagliaro (21 anni), Alberto Bombardelli (21 anni), entrambi al terzo anno di Informatica e Francesco Ballerin (20 anni) al secondo anno di Matematica, tutti studenti dell’Università degli studi di Trento, hanno progettato un’applicazione che permette di conoscere tutti i bivacchi dell’Alto Adige, di prenotarvi un posto-letto e di tenersi informati sulle temperature (sia interne che esterne al bivacco) e sulle condizioni meteorologiche. La piattaforma è stata implementata utilizzando principalmente la rete LoRaWAN, ossia una rete a lungo raggio e basso consumo energetico che si adatta meglio alla condizione dei bivacchi, dove l’elettricità spesso fatica ad arrivare. Il sistema è stato progettato, infatti, per venire alimentato esclusivamente da pannelli solari. Il progetto prevede, poi, l’installazione di tastierini numerici, sui quali digitare il proprio codice di prenotazione per aprire le porte d’ingresso dei bivacchi, e di sensori di rilevazione delle temperature e delle condizioni meteorologiche della zona interessata. Di più ampio raggio l’idea di dotare i gate, che impediscono l’accesso alle auto nei parchi naturali, di un sistema di apertura a comando, innescato da un semplice click sull’applicazione da parte di chi ha anticipatamente effettuato la prenotazione tramite l’applicazione stessa.
Ma ecco la notizia più sbalorditiva: tutto ciò è stato ideato e implementato in sole 24 ore, il tempo messo a disposizione dai giudici del Vertical Innovation Hackathon, tenutosi il 16 e 17 novembre di quest’anno.
Si tratta di una competizione alla quale hanno partecipato un centinaio di informatici e programmatori da tutto il mondo; evento di punta della South Tyrol Free Software Conference organizzata negli spazi del NOI Techpark di Bolzano dall’Ecosystem ICT & Automation di IDM Alto Adige.
L’hackathon (è così che vengono chiamate le gare/maratone di questo tipo) aveva l’obiettivo di individuare un problema e sviluppare soluzioni sostenibili per la SMART Green Region South Tyrol, seguendo specifiche linee guida fornite dai giudici e attingendo il più possibile ai dati open source (cioè quelli liberamente accessibili) messi a disposizione dall’Open Date Hub dell’Alto Adige. In palio, un viaggio a San Francisco tra gli headquarters delle aziende informatiche più famose al mondo. E sono stati proprio Carlotta, Alberto e Francesco ad aggiudicarsi il primo premio e, dunque, la possibilità di presentare il loro progetto alle più grandi aziende della Silicon Valley.
Un ammirevole esempio di modestia, propositività e innovatività e di come, se ottimizzati e messi a frutto, questi vengano riconosciuti e ricompensati. Un piccolo sogno che inaspettatamente si realizza. Ma solo un primo passo verso ciò che vorranno essere. Allora, keep on “California dreamin’”, ragazzi!