Margherita
Bosco, treno, bussola.

Sono Margherita, in arte Regine Olsen, ho 27 anni e mi occupo di progetti di sviluppo territoriale a base culturale (o quantomeno ci sto provando…).
Se dovessi usare tre parole per descrivermi probabilmente userei “bosco”, come i boschi del trentino dove sono cresciuta, “treno” come i lunghi viaggi verso Venezia, Napoli e Bolzano (le città dove ho studiato/vissuto/lavorato e che mi hanno formato) e “bussola” come l’oggetto che ho pensato più volte di aver perso per poi scoprire che alla fine stavo andando nella direzione giusta fin dal principio. Dopo anni di studio di storia dell’arte all’Università Cà Foscari di Venezia, durante un’esperienza di lavoro a Londra ho finalmente capito che arte e cultura non significano solo gallerie e musei ma confronto, partecipazione, co-creazione, trasformazione. Durante la mia laurea specialistica mi sono quindi concentrata sul tema dell’arte pubblica come motore di sviluppo dei contesti urbani a partire dalle persone che li vivono e sono finita a frequentare un master di II livello in Rigenerazione Urbana e Innovazione Sociale all’Università IUAV di Venezia per esplorare in modo più approfondito come attraverso la cultura possiamo modificare la realtà in cui viviamo, creare comunità, sviluppare zone dimenticate della città e promuovere interi territori. Questo è possibile perchè la cultura è un silenzioso processo di crescita che si arricchisce costantemente di idee, pensieri, gesti ma soprattutto dell’insieme delle nostre azioni che quotidianamente creano la nostra cultura personale e collettiva.
Lavorare in ambito culturale significa innanzitutto costruire un orizzonte per queste azioni, farne conoscere il passato, costruirne un presente e immaginarne un futuro. Ma lavorare in ambito culturale significa anche scardinare il preconcetto che “con la cultura non si mangia”, gridando a gran voce (e a gran progetti) che con la cultura non solo si mangia, ma si balla, si canta, si gioca, si impara, si fa impresa, si innova, si partecipa, ci si riappropria dell’io e del noi.