Federica Cassarà
Curiosa, emotiva, golosa

Mi chiamo Federica, ho 26 anni e sono bolzanina d’adozione. Nonostante sia cresciuta in Alto Adige, le mie radici affondano più a Sud: sono infatti nata in Sicilia, terra che amo profondamente e di cui mi sento figlia.
Credo che i miei desideri di apprendere, di comprendere, di conoscere e, in definitiva, di occuparmi di cultura siano nati lì, quando da bambina mio nonno mi portava alle mura Timoleontee di Gela- risalenti al IV secolo a. C.- e mi raccontava dei fatti che ci hanno preceduto, dei filosofi che hanno camminato dove anch’io poggiavo i miei piedi, di come sono nati il nostro dialetto e i dolci che mi piacevano (e mi piacciono) tanto. Un giorno mi chiese perché fosse tanto importante preservare tutto questo e trasmetterlo agli altri. “Perché è bellissimo” dissi io. “Non solo” rispose mio nonno, che ha da sempre associato l’estetica all’etica. “Perché ci dice chi siamo, da dove veniamo, e ci suggerisce dove andare. Vedi, la Sicilia è un’isola, ma non è isolata; il mare collega, non divide. È stata di così tanti popoli che adesso non è di nessuno ed è di tutti”.
Queste conversazioni pomeridiane hanno influenzato enormemente la mia visione della cultura e il mio modo di occuparmene. Penso che la cultura sia bellezza, identità, trasmissione, condivisione, cooperazione, scoperta, educazione, impegno, dialogo, cura. La cultura ci aiuta a capire noi stessi e gli altri, ci nutre, ci fornisce un orizzonte, non ci lascia indifferenti. Ed è declinabile in molti modi.
Personalmente, terminato il Liceo classico-linguistico a Bolzano, ho studiato filosofia prima a Roma e poi a Trento. La filosofia è stata ed è una compagna fedele: aiuta a riflettere criticamente su ciò che ci circonda, a comprendere e a comprenderci, a scorgere e ad analizzare la complessità del reale, a trovare le parole giuste per nominare le cose.
Mi piacerebbe molto insegnare: per continuare a fare cultura è importante trasmetterla, fornire gli strumenti per apprezzarla e per poter ragionare – come mio nonno faceva con me durante quelle passeggiate, e come, dopo di lui, hanno fatto molte persone, che ringrazio per la loro generosità.
Attualmente cerco di occuparmi di cultura collaborando in qualità di autrice con un programma radiofonico della RAI che tratta di tematiche socio-culturali. È un piccolo lavoro che amo molto, perché dà spazio al mio lato “creativo”: osservo, propongo alcune tematiche da trattare, raccolgo materiale, faccio interviste. Anche questo è scoperta e condivisione.
Da diversi anni sono inoltre una volontaria FAI all’interno della Delegazione di Bolzano, realtà che ho conosciuto ancora tra i banchi di scuola. La scoperta di una bellezza così vicina eppure sconosciuta, gli occhi pieni di meraviglia dei visitatori a cui mostravo gli affreschi, il dovere di vigilare sul patrimonio artistico e ambientale furono le cose che mi colpirono maggiormente e che mi spinsero nel continuare a impegnarmi.
Oltre all’arte e alla filosofia, amo molto la letteratura, il teatro, il cinema.
Penso che vivere di cultura sia possibile, anche se, talvolta, il sentiero può essere tortuoso: è fondamentale avere pazienza, essere determinati, credere in quello che si fa. Ma sì, con la cultura si può magiare, e io, che mangio tanto, spero vivamente, prima o poi, di potermi saziare.