Anna Pintarelli
Mutevole, cangiante e glitter

 

Mutevole, cangiante e glitter sono le tre parole che sceglierei per descrivermi.

Una costante nella mia vita però c’è ed è racchiusa nella parola fumetto, già all’asilo ho il mio primo abbonamento alla Pimpa di Altan seguito presto da nuove letture di “arte sequenziale” come è stato felicemente descritto il medium da Will Eisner, ma sarà alle medie, in seguito ad un viaggio a Bruxelles e alla visita al museo della Bande dessinée (il fumetto appunto), che la passione infantile si trasforma nel mio interesse maggiore.
Parallelamente vengo educata dalla mia famiglia all’arte più universalmente riconosciuta con svariate visite nei musei di tutta Italia, e non solo, sempre accompagnata da blocco e matita. Finite le scuole medie non c’è dubbio sulla scelta e mi iscrivo al Liceo Artistico di Bolzano. Terminata questa esperienza, ahimè non delle più felici, mi trasferisco a Firenze dove mi iscrivo all’ Accademia di Belle Arti e soprattutto alla Scuola Internazionale di Comics dove scopro qualcosa di terribilmente inaspettato: non sono sola e nel mondo ci sono altri individui che condividono questa passione e soprattutto sono concordi nel restituire al fumetto, medium alquanto bistrattato, il suo status di veicolo culturale. Con l’ avversione al fumetto come mezzo culturale e alla possibilità che sia definito arte (la nona arte è sconosciuta a molti) mi devo continuare a scontrare nell’ambiente più conservatore dell’Accademia dove con grande cocciutaggine insisto nel portare il mio mondo di ballons. Ho scelto di dedicarmi a un settore culturale che in pochi, almeno in Italia, riconoscono come tale, infatti il fumetto fin dal suo esordio in italiana ha visto censurare il ballon (ossia la nuvoletta atta a contenere i dialoghi) tramite didascalie che ne prendono il posto alterandone il valore comunicativo. Fintanto che un ministro alla cultura bollerà il fumetto come mezzo destinato a ragazzini al solo fine di perdere tempo, chissà se vedremo mai una sua completa rivalutazione da parte della concezione comune.
La cultura per me è tutto ciò che veicola valori che possono essere i più variegati attraverso svariati medium e che raggiungendo le persone può apportare un grande beneficio in termini di sviluppo personale e intellettuale ma sganciata dal pensiero snobista che la vorrebbe appannaggio di pochi “eletti”.
Non lavoro con il fumetto, ma mi ritengo comunque fortunata perché, terminati gli studi ho potuto apprendere il mestiere di grafica trovando lavoro in un’Agenzia di comunicazione di Bolzano e attualmente lavoro da freelance.
Ho realizzato due libri illustrati per bambini di cui il secondo uscirà in autunno.
Nel tempo libero creo disegni, storie e sogno un mondo colorato e allegro come quello che dipingo.