di Laura Timioni

Il Giappone è a parer mio uno dei paesi più belli in cui vivrei.
Le persone sono molto pacate e tendono a essere poco invadenti, ma possiedono dei modi di fare che potrebbero risultare fastidiosi per chi non ne è abituato. Nella società attuale, la cultura orientale è sempre più conosciuta e condivisa nel mondo: come il cibo (ad esempio il sushi), l’arte (pensiamo alla fotografa Rinko Kawauchi, la cui mostra è esposta a Foto Forum a Bolzano) e la lettura (come i libri di Murakami o i tipici fumetti giapponesi). La tipologia di fumetto tipica di questa cultura è il manga.
Il manga è un fumetto di piccolo formato, generalmente stampato in bianco e nero (poche volte sono a colori in quanto richiede costi più alti) e che si leggono seguendo lo stile orientale, ossia da destra verso sinistra, partendo dall’ultima pagina e con la rilegatura a destra. Il manga comprende vari generi, come avventura, romantico, sportivo, storico, commedia, fantascienza, fantasy, giallo, horror ed erotico. Il manga è ormai diffuso in tutto il mondo, anche se gli autori (chiamati mangaka) sono principalmente giapponesi. Il manga viene serializzato su riviste dedicate, tra cui la famosa Shonen Jump, su cui viene pubblicato un capitolo alla volta, e se questa ha successo, viene poi raccolto in volumetti detti tankōbon, successivamente può venire riadattato in una serie animata (chiamato anime). La particolarità di questi fumetti è che hanno una conclusione, e una volta concluso, il personaggio non compare più, tralasciando qualche eccezione che comprende personaggi particolarmente amati dal pubblico.
Tra le opere più famose, grazie soprattutto alle serie anime, sono One Piece, di Eiichirō Oda, serie ancora in corso che vanta di ben ottantotto volumi, Naruto, Sailor Moon, Detective Conan, Pokemon, Doraemon e Dragon Ball. Altri manga molto famosi sono One Punch Man, Tokyo Ghoul, Bleach, Attacco dei Giganti e Death Note (da cui prende spunto la serie Netflix).
Tra i mangaka più conosciuti troviamo Eiichirō Oda, Masashi Kishimoto, Naoko Takeuchi, Gōshō Aoyama, Hidenori Kusaka, Fujiko Fujio e Akira Toriyama.
Il termine anime, dall’abbreviazione di animēshon (traslitterazione giapponese della parola inglese animation, “animazione”) indica l’animazione e i film d’animazione giapponesi. Solitamente gli anime vengono tratti da manga. In genere è composto da 12 episodi e un episodio dura all’incirca 20 minuti. La peculiarità di questi cartoni è che sono in lingua originale con i sottotitoli nelle varie lingue, solo in pochi casi viene tradotto, solitamente quando vengono poi trasmessi in TV. I personaggi e i luoghi degli anime sono disegnati, talvolta sono molto realistici e talvolta sono stilizzati. Il tipico personaggio manga si riconosce dagli occhi molto grandi, capelli colorati e molto voluminosi, (le ragazze solitamente hanno i capelli molto lunghi), le espressioni sono molto accentuate ed esagerate.

Questi sono vari personaggi di vari anime.

Le action figures sono dei modellini in plastica che rappresentano personaggi di anime, manga, e anche comics e film. Essi sono oggetti da collezione e in Italia vengono venduti a prezzi piuttosto alti, mentre in Giappone costano molto di meno.

Queste sono delle action figure dell’anime One Piece.

Anche la musica giapponese è particolare. Il Jpop è un tipo di musica giapponese. I cantanti vengono chiamati idol, nella cultura giapponese questo termine si riferisce a un adolescente che diventa molto popolare nel mondo dello spettacolo. Essi possono recitare in “dorama” (si legge “drama” e sono delle serie tv) e film per il cinema, partecipare a show televisivi o posare per servizi fotografici come modelli.
Un altro tipo di musica è il Vocaloid, esso è un software che da voce a personaggi in stile manga, essi sono in grado di cantare con una voce umana. Tra i Vocaloid più famosi troviamo Miku Hatsune, Rin e Len Kagamine, Kaito e Meiko. Vengono fatti anche dei concerti, dove il personaggio viene proiettato su uno schermo quasi trasparente.

Questa è Miku Hatsune durante un concerto.

Da appassionata posso dire che il Giappone è una nazione splendida, non solo grazie a tutte queste cose, ma anche per le piccole cose, come la fioritura dei ciliegi (chiamata hanami, la quale avviene tra marzo e aprile a seconda del luogo), gli eventi estivi e spettacoli pirotecnici, dove le donne giapponesi indossano uno Yukata. Credo che un viaggio nel paese del Sol Levante sia comunque d’obbligo per chi ama viaggiare, anche per i non appassionati.