di Heike Köhler

Bolzano, Milano, Palermo: tre città lontane che sembrano somigliarsi poco o per niente. Eppure condividono un ambizioso progetto, quello della rigenerazione a base culturale di aree urbane.

Si tratta di un insieme di tutte quelle pratiche di recupero di luoghi e spazi inutilizzati (come vecchi siti produttivi abbandonati o luoghi ad uso pubblico dismessi), allo scopo di reinterpretarli e attribuire loro una funzione tutta nuova. Questa “rigenerazione” dei luoghi urbani ormai in disuso viene attuata in chiave culturale e creativa e si pone due ordini di obiettivi: dare una seconda vita agli spazi rimasti inutilizzati e contribuire alla coesione sociale. Alla base di questo sta la proposta di attività culturali, artistiche e creative (nel senso più ampio possibile del termine) che coinvolgono tutta la cittadinanza.

Bolzano, Milano e Palermo, appunto, sono teatro delle più note esperienze di rigenerazione urbana a base culturale in Italia.

Nella provincia altoatesina, il palazzo coinvolto nel progetto è l’Ex Telefoni di Stato, sito in Corso Italia e ormai chiuso e inutilizzato da anni. Attualmente in ristrutturazione, l’edificio ospiterà la prima iniziativa di co-living per giovani creativi. Inoltre, sarà dotato anche di aree di co-working, laboratori e spazi aperti alla cittadinanza.

Un altro esempio di rigenerazione urbana su edifici industriali di proprietà pubblica è BASE Milano, che trova la sua sede in via Tortona a Milano, nei 6.000 mq dello stabilimento ex Ansaldo.

BASE Milano è un centro culturale-creativo polifunzionale, che accanto alla funzione di distribuzione culturale, svolge un importante ruolo di produzione in tutta la filiera della creatività. Ospita, ad esempio, uno spazio di autoproduzione di video e, addirittura, una falegnameria.

Anche il capoluogo siciliano ha promosso questo tipo di progetto al fine di recuperare e “rigenerare”, appunto, i 55.000 mq dell’area cantieristica della Zisa a Palermo, rimasti inutilizzati per circa 40 anni. Come spiegato da Cristina Alga, tra fautori dell’iniziativa, in occasione dell’Open Day del Centro Trevi tenutosi lo scorso 22 marzo, il progetto “ZisaCreativa”, che ha vinto il bando “Patrimonio Storico-Artistico-Culturale” promosso dalla Fondazione “CON IL SUD”, si pone come obiettivo la valorizzazione del Capannone 10 dei Cantieri Culturali alla Zisa attraverso proposte provenienti dal basso, che possano condurre alla piena fruibilità degli spazi da parte della collettività e all’innesco di un processo virtuoso di riqualificazione e sviluppo locale. I Cantieri costituiscono un piccolo ecosistema a base territoriale che comprende start-up, imprese e organizzazioni sociali e culturali, soggetti del terziario, scuole ed enti formativi; è una sorta di “incubatore” di creatività e cultura che abbraccia ogni settore della conoscenza: spettacolo, moda, cibo, design, produzione audiovisiva ed editoriale, tecnologie della comunicazione. Il progetto svolge un ruolo cruciale anche nel processo di (re)integrazione sociale nel quartiere di minori marginalizzati, disoccupati, donne in difficoltà, persone migranti.

Non si tratta, però, di una realtà ripiegata su stessa, bensì di una realtà che intesse anche rapporti extra-territoriali con attori italiani ed europei che sperimentano, anch’essi, modelli di social innovation.

Parole-chiave: innovazione culturale, inclusione sociale, diffusione territoriale.