Foto Piero Cruciatti / LaPresse 15-02-2018 Milano, Italia Spettacolo LA7 - #Selfiefood con Stefano Cavada Nella foto: LA7 - #Selfiefood con Stefano Cavada Photo Piero Cruciatti / LaPresse 15-02-2018 Milan, Italy Entertainment LA7 - #Selfiefood with Stefano Cavada In the photo: LA7 - #Selfiefood with Stefano Cavada

di Sara Alberti

 Stefano, come è nata questa tua grande passione per la cucina?

La mia passione per la cucina nasce da quando ero piccolo, più o meno a 7 anni, quando ho fatto il mio primo piatto di pasta grazie a mia mamma che mi ha dato un pò di spazio in cucina. A lei chiedevo varie cose – “come faccio con l’acqua?” – “come faccio col sale?” – “e con la salsa al pomodoro?”. Da lì in poi, anche grazie ai miei genitori e a mia nonna, persone che mi hanno insegnato tanto riguardo alle ricette della tradizione, ho continuato a sperimentare. Con il papà e la nonna, lei proviene dal centro Italia, in provincia Latina, ho imparato la parte più mediterranea, più italiana. Le lasagne ai carciofi, per esempio, non le dimenticherò mai!

Una passione di famiglia, quindi, che prosegue di generazione in generazione. Prendi spunto dalle persone a te care, dai tuoi parenti, dalle loro ricette personali e poi cerchi di appropriarti delle loro passioni e tradizioni?



Sì, è proprio così. Importante è sempre stata la curiosità. Curiosità di chiedere, di scoprire, di incanalarsi in cucina! Poi ho continuato da autodidatta, guardando molti programmi di cucina e leggendo diversi libri, e ho fatto tanta pratica. Quando ho finito le scuole superiori, dopo essere stato alla scuola alberghiera a Merano, ho seguito alcuni corsi serali professionali di cucina che mi hanno dato un’impronta più tecnica. È proprio in quel periodo che ho avuto tempo di riflettere, stampare le ricette e cucinare dper interi pomeriggi.

Hai parlato di curiosità, costanza, pratica. Nel tuo ambito, siete in molti a proporre video ricette tramite i mezzi di comunicazioni contemporanei, le reti sociali e i social network. 
Ma qual è la cosa che poi, secondo te,fa   ladifferenza?





Un elemento lo hai già detto tu: la passione. Quella non può assolutamente mai mancare. È il motore principale della quotidianità! Con essa riusciamo a fare con piacere qualunque tipo di cosa, di professione. Poi bisogna essere se stessi, quindi dare carattere a quello che si fa, a quello che si crea, a quello che si pubblica, col proprio istinto e la propria personalità. Se pensiamo agli artisti, per esempio, vediamo che c’è molto carattere in quello che dipingono, nella musica che suonano. E poi ci vuole la cura del dettaglio (un grande sorriso spontaneo compare sul viso di Stefano) che può essere la fotografia curata nei minimi particolari, la luce studiata in un certo modo, il video montato nel miglior modo possibile… È la cura del dettaglio a fare la differenza. 

Proponi te stesso nelle ricette, nelle fotografie, in tutto ciò che condividi con noi. In quale aspetto pensi di riuscire a differenziarti dagli altri food blogger? 

Per rispondere a questa domanda dovrei fare un viaggio che mi aiuti a conoscermi meglio e a capire delle cose! (Una grande risata e diversi sorrisi interrompono per un attimo il dialogo) In realtà penso che i viaggi 

e le esperienze di vita fatte a Londra e a Parigi mi abbiano cambiato tanto. 

Si, mi hanno cambiato tanto a livello personale. Sono tornato e mi sentivo diverso, non riuscivo più a parlare con i miei amici, ho ritrovato me stesso in una dimensione diversa (i sorrisi continuano). Tra tutte le cose, è quello che ho visto in televisione, nei libri di cucina, proprio a Londra e a Parigi, ad avermi dato quel qualcosa in più, qualcosa di internazionale, un’apertura mentale. Non ci sono più barriere e sono riuscito a mettere dello speck glassato su dei cupcakes o dove nessuno se lo immaginerebbe! (Stefano scoppia in una fragorosa risata che trasmette tanta energia e felicità) Con i piatti della tradizione altoatesina ho osato pensare a delle alternative e poi ho provato a farlo davvero.

Un tuo piatto – cavallo di battaglia?

Mi piace molto cucinare gli Spätzle, i gnocchetti verdi tirolesi con spinaci, panna e prosciutto, ma adoro preparare anche lo Strudel di mele, dopo aver imparato bene a fare la pasta frolla.

Torniamo alla scuola alberghiera di Merano. Com’è stata quell’esperienza? Cos’hai potuto vivere e vedere all’interno di quel luogo di formazione?



Quando seguivo i corsi stavo insieme agli adulti. Non c’erano molti ragazzi. Poi, però, ho avuto modo di fare due lezioni la mattina, ai ragazzi della prima classe. Lì ho notato la loro voglia di lavorare in cucina, di maneggiare le materie prime, tanta voglia di scoprire cose nuove riguardo le diverse pietanze, di imparare dal nuovo.

Come vengono visti l’Italia, il cibo italiano e le tradizioni, da Londra, Parigi, o dagli altri luoghi in cui sei stato?

La cucina italiana è molto apprezzata. Un pò per il mix mediterraneo, poi perchè ci sono delle grandi tradizioni e perchè abbiamo materie prime ed eccellenze gastronomiche che abbiamo avuto la fortuna di promuovere a livello internazionale. In più abbiamo il contesto di alcune città, della storia dell’arte, che aiutano sicuramente a creare un mood, un paesaggio, che va ad aggiungersi a quello che è un buon piatto di spaghetti al pomodoro, di carbonara (altri sorrisi si generano spontaneamente pensando alla bontà del cibo e alla bellezza della storia dell’arte e dei paesaggi del nostro Paese).



Il 2018 è anche Anno del Cibo iItaliano*

l’arte ha sempre riconosciuto la valenza culturale del cibo. Il cibo è cultura.




Sì. Cultura, storia, contesto. Infatti dico sempre che una sola fotografia di un piatto della tradizione può raccontare tantissimo: dall’ingrediente che vedi, lo sfondo, il testo che ti racconta qualcosa, la ricetta che arriva da una nonna o da una zia. Quella ricetta scritta che ti fa capire che così era la tradizione di famiglia, che così cucinavano i tuoi parenti. Quindi sì, anche solo un piatto ha per me un grandissimo valore.

Se tornassi indietro nel tempo, nel 2015, ai tuoi primi tutorial su YouTube, c’è qualcosa che cambieresti o faresti tutto da capo?

Terrei i video così come sono venuti. È stato un percorso che mi ha aiutato a cambiare e ad autocriticarmi, perchè spesso notavo dei difetti: il video noioso, il volume troppo basso, un mio atteggiamento strano. La cura del dettaglio, nel rivedere me stesso nei video, che poi riguardavo simulando un punto di vista esterno, ha aiutato a migliorarmi. 

Adesso i video sono in standby. Ho lanciato il sito nuovo e mi sto dedicando all’arte fotografica: avevo voglia di creare il mio portale, lo StefanoCavada.it, che è online da qualche settimana, come libro di cucina da sfogliare online. Non è il classico blog dove si trovano tante ricette, una dopo l’altra, ma un contesto in cui le ricette sono le vere e proprie protagoniste della homepage del mio sito. Poi esiste la sezione dove si possono cercare le varie ricette per ingrediente, e tanto altro. 
C’è stato quindi un grande lavoro di rielaborazione di tutte le ricette, di riscrittura, di fotografia. Settimanalmente pubblico nuove ricette, articoli, inoltre creo delle collezioni, per esempio le mie cinque ricette preferite con lo speck, e così via!

Poi è arrivata anche la televisione. Lì adesso ci sarà una ricetta al giorno! 
(Stefano non riesce a contenere la sua emozione e ricomincia a sorridere molto)





Ecco, parlaci di questa novità!

Sì, è arrivata per caso (i suoi occhi cominciano a brillare e diventano lucidi, felicità pura) perchè io non stavo cercando la televisione e non me l’aspettavo. Mi hanno contattato perchè hanno visto i contenuti che stavo condividendo su YouTube e Facebook. Mi piaceva l’idea di fare qualcosa di nuovo, di giovane, che richiamasse un pò quello che è il mondo dei social network, che è quello da cui arrivo. Quindi da questo è nato un programma che dura cinque minuti, un pò come i tutorial di YouTube, in cui propongo una ricetta… partendo da una fotografia che trovo su Instagram. 
Ricreo una ricetta in cucina, scatto la fotografia e poi la pubblico!

* per maggiori informazioni sul Comunicato ufficiale 2018 Anno del Cibo Italiano si rimanda alla seguente pagina del sito ufficiale del 
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_626066184.html