di Heike Köhler

Bolzanina, classe 1992, tanto talento. È Valentina Stecchi, una giovanissima artista che ha già fatto molta strada. Diplomatasi al liceo artistico di Bolzano, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Verona conseguendo il Diploma Accademico in Pittura nel 2015. Dopo varie esperienze formative e lavorative che l’hanno portata anche all’estero (ha lavorato presso galleria d’arte “Horst-Stauber” a Passau, in Germania), è tornata a Bolzano, sua città natale, dove da un anno lavora da libera professionista come illustratrice, principalmente di racconti e espone i suoi lavori in mostre personali e collettive in Alto Adige, Veneto e Germania. Tra un disegno e l’altro si è dedicata anche allo sviluppo di progetti nelle classi del liceo artistico di Bolzano e al servizio civile, che tutt’ora svolge per COOLTour.
Nel corso della giornata del 22 marzo, in occasione dell’Open Day del Centro Trevi di Bolzano, che, appunto, promuove l’avvicinamento al mondo dell’arte, è stata allestita “Pulsioni”, la mostra personale di Valentina.
I quadri esposti, colorati e un po’ fiabeschi, sono eclettici e variegati, ma legati indissolubilmente da un unico fil rouge. Rappresentano, infatti, solo soggetti femminili e sono tutti caratterizzati dalla preponderanza dei colori blu e rosso. “Pulsioni” ha giocato, infatti, sul controverso incontro tra passione (il rosso) e ragione (il blu), tra impeto e razionalità. Incontro che, secondo l’artista, perfettamente incarna la sua idea di pittura come canale in cui far confluire tutti gli stati d’animo, tutte le pulsioni.
Il quadro principale, che ha fatto da copertina a questa mostra, è “Poiesis” (termine greco con cui si indicava una creazione poetica o artistica), che, realizzato appena due mesi fa, raffigura, su una tela circolare, una donna intenta a dipingersi una mano allegoricamente rappresentando il concetto di inclinazione artistica. La donna, sebbene più matura rispetto alle altre figure femminili esposte, conserva la sua infantile innocenza stando adagiata sulla tela in posizione fetale, suggerita anche dalla forma stessa della tela, quasi una culla. Un dipinto morbido e onirico, in cui l’unico elemento definito è la matita con cui la figura inizia (o forse finisce) di dipingersi il corpo. La forma rotonda suggerisce anche l’idea di un cerchio infinito, il circolo virtuoso della creazione che è possibile solo se si viene continuamente creati.
Ma questo e, così, tutti gli altri quadri esposti sono aperti alla libera e creativa interpretazione dell’osservatore.
“Solo in questo modo”, dice Valentina, “il dipinto si può arricchire di significati. Significati che nemmeno io credevo potesse avere”.