di Anja Andjelic

Il mondo del lavoro spaventa la maggior parte delle persone. L’azienda, il capo, gli orari da rispettare, i colleghi da sopportare, sono tutte cose che creano una certa ansia nel momento in cui si pensa a un futuro impiego. Esistono però realtà che cercano di evitare tutto ciò e che puntano soprattutto alla valorizzazione delle risorse umane. È questo il caso di Datatellers, una start up che opera all’interno del Noi TechPark e che considera il valore creato dalle persone la cosa più importante per il successo. L’impressione che si ha quando si entra nell’ufficio è quella di un posto accogliente e pacifico, in cui migliaia di idee vengono scambiate ogni minuto. Ragazzi che lavorano con strumenti di ultima generazione, tutti sullo stesso piano, quasi fossero colleghi da una vita. La cosa sorprendente è che molti di loro fanno parte del team da poco tempo. Non esistono gerarchie. La sede è composta da tre stanze: l’ufficio, un’accogliente sala conferenze e una cucina. Si, proprio una cucina.

È un posto per stare assieme, uno spazio diverso per staccare dalla routine e per creare gruppo e sintonia. Sono contrario al mangiare davanti al monitor del computer e proibisco ai ragazzi di farlo, perché è una delle prime cause di stress da lavoro” – ci racconta Carlo, CEO della start up.

 Nasce tutto da un concorso nazionale di Data Journalism, promosso da La Stampa di Torino e da Google. Riccardo, Carlo, Beatrice, Valentina e Alessandro, i membri del gruppo vincitore, sono tutti originari di diverse zone d’Italia. Infatti hanno collaborato virtualmente al progetto in questione comunicando principalmente via web, tramite videoconferenze e piattaforme online.

“Dopo la vincita, ci siamo resi conto che il team funzionava. Abbiamo quindi deciso di fondare Datatellers. La prima volta che ci siamo incontrati di persona è stata dal notaio per firmare”, afferma Carlo.

Il 2014 è l’anno della fondazione e oggi il team è composto da 12 persone più altri collaboratori operanti fuori da Bolzano.
Ma di cosa si occupa questa start up? Come suggerisce il nome, Datatellers racconta storie che vengono alla luce da veri e propri dati oggettivi. L’impresa si focalizza su due principali attività: da una parte si occupa di consulenza aziendale innovativa, dall’altra si occupa di Data journalism ovvero giornalismo basato su data visualization e interattività. In Italia, però, giornalismo e innovazione non possono coesistere perché fanno parte di due mondi diversi. Per questo Datatellers ha creato una società figlia, DataAgency, che si focalizza di più sul giornalismo e sulla stampa.

I dati sono la benzina che mette in moto il motore delle tecnologie. La loro potenza è notevole, con essi si possono fare moltissime cose. C’è la potenzialità di ottenere grande numero di soluzioni. Di questo ci si rende conto anche grazie all’esplosione dell’industria 4.0.

Il nostro lavoro è quello di raccogliere, integrare, analizzare, e fare visualizzare i dati. Poi li proponiamo alle aziende e offriamo consulenza tramite tecnologie tradizionali oppure tecnologie innovative come ad esempio l’intelligenza artificiale.

Una volta i big data erano a disposizione solo delle grandi aziende come Google, Apple, Facebook e così via. Oggi però essi possono essere a disposizione di tutti, basta saperli gestire. C’è ancora poca consapevolezza di quello che si può fare con la mole di informazioni che si possiede.

Tutt’ora stiamo facendo un percorso lento di comprensione e apprendimento. Le aziende non riescono a fidarsi molto perché c’è ancora insicurezza. Però tra un po’ di tempo l’argomento sarà di grande attualità. Il nostro lavoro di studio e ricerca è iniziato tre anni fa quando ancora tutto ciò sembrava fantascienza. Oggi è realtà.”

Datatellers non lavora con “clienti”, bensì con “partners”. I servizi offerti partono da un progetto, che può trasformarsi in un rapporto duraturo, iniziato magari con la soluzione ad un determinato problema per poi diventare una vera e propria collaborazione.

Stiamo creando un network molto articolato”, continua l’amministratore delegato “con IDM, per esempio, collaboriamo molto, ci confrontiamo, ognuno ha qualcosa da imparare. Per questo vogliamo creare sempre più contatti con Università e aziende.”

L’ambiente influenza molto il lavoro della start up. In primo luogo per ambiente si intende il territorio: l’Alto Adige è il miglior posto in Italia per iniziare un percorso così innovativo proprio grazie alla presenza di un sistema eccellente: la Provincia, il parco tecnologico, l’Università, sono elementi su misura per velocizzare il processo di crescita. In secondo luogo l’ambiente inteso come workplace ha una notevole rilevanza.
È proprio questo il cuore pulsante della vita di Datatellers. Le attività svolte richiedono elevata professionalità. L’equipe è composta da persone con capacità diverse. Più realtà collaborano, più si riesce ad ottenere un lavoro completo e preciso.

Ciò che facciamo si suddivide in quattro macro aree: i dati devono essere raccolti ed integrati, per cui sono necessarie competenze informatiche, di progettazione, di utilizzo di Data Base. Poi vanno analizzati, quindi servono analisi statistiche e matematiche, uso di algoritmi e così via. Infine c’è bisogno di figure che siano in grado di comunicare ciò che si è analizzato, per cui c’è chi si occupa di design e visualization.”

 Tutti i soci fondatori hanno lavorato in passato per grandi brand. Hanno provato sulla propria pelle ciò che significa essere dipendente di un’azienda che ne ha migliaia.

Sappiamo bene come ci si sente quando si ha un’idea e questa non viene presa in considerazione. E da tutte queste esperienze abbiamo elaborato quella che è la nostra filosofia: liberarsi da tutte le standardizzazioni e dalle rigidità del lavoro basato sulle ore passate in ufficio.”

Da Datatellers infatti i non vengono contati i minuti, non ci sono cartellini né tanto meno controlli fiscali sugli impiegati.

L’obiettivo è quello di trasmettere la mentalità del creare valore, non quella di dover fare tutto in un tempo prestabilito. Non è importante stare seduti davanti al PC per otto ore senza fare nulla. Se un ragazzo riesce a svolgere il suo compito in un’ora è libero di fare altro nel resto del tempo. Il tempo passa, il valore resta. È un metodo che sta funzionando, ci accorgiamo di quanto stiamo crescendo e che quello che facciamo viene apprezzato sempre di più. Il messaggio di questa realtà passa di bocca in bocca e ora tantissimi ragazzi vogliono venire qui.”

Quello che viene richiesto è principalmente un personale compatibile con l’ambiente di lavoro.

C’è chi viene qui per il tirocinio, chi per la tesi e chi più ne ha più ne metta. È pieno di bravi ragazzi in giro, con elevate capacità. Noi li aspettiamo a braccia aperte. Ci fa piacere essere apprezzati ed essere presi come esempio. Non è la stessa cosa in grandi aziende, Datatellers è un mondo diverso. Molti ci fanno i complimenti, osservano ciò che facciamo. Questa peculiarità ce la vogliamo tenere stretta perché ci distingue”, continua Carlo.

 C’è spazio per una grande libertà, che è l’esatto contrario del caos. Infatti libertà di azione significa responsabilità e consapevolezza del proprio destino. Il concetto chiave è questo: ognuno partecipa al successo dell’azienda. Si lavora per progetti, quindi c’è un Project Management, delle direzioni e delle scadenze. Poi ognuno è libero di sviluppare le proprie competenze in diverse aree. È risaputo che il modello autoritario funziona male.

A livello di leadership applichiamo molto lo stile di delega e di responsabilizzazione. È un modo per rendere le persone più motivate e più partecipi.”

Talmente partecipi che due ragazzi senza avvisare nessuno hanno deciso di portare come esempio ad un concorso internazionale sulle metodologie Agile nel project management all’interno delle start up proprio Datatellers.

Non è importante pensare solo al fatturato, ma anche all’aspetto umano.

Ci piace assistere all’evoluzione della vita dei nostri ragazzi. È bello vederli crescere, sia dal punto di vista lavorativo sia dal punto di vista personale.

La vita di ognuno è importante. È fondamentale svegliarsi la mattina felici di andare a fare qualcosa che piace. Stress, pressioni, insoddisfazioni e rinunce non funzionano e non permettono di raggiungere gli obiettivi. La grande famiglia di Datatellers condivide ore della giornata in un ambiente piacevole e stimolante.

Non mancano le occasioni per festeggiare, per chiacchierare, per parlare di altro diverso dagli incarichi lavorativi. Molte volte guardiamo film assieme, organizziamo barbecue aziendali. Ci ritagliamo momenti in cui non si lavora ma si sta assieme. Non è la mezza giornata di non-lavoro che fa fallire la start up”, conclude Carlo.

Da Datatellers si prova, si sbaglia, ci si diverte, ma soprattutto si impara: a lavorare e a vivere.