di Anja Andjelic

Il sogno di molti è quello di trovare un lavoro che abbracci le proprie passioni. Andrea, è riuscito a trovarlo, o meglio, ad inventarlo. La passione per la bicicletta lo ha accompagnato nella vita e lo ha portato a ideare un prodotto innovativo e sostenibile. I consigli che da agli altri sono: fidarsi, agire, rischiare ed esplorare. Da perito chimico si trasforma in designer e oggi è socio fondatore di una start-up. I suoi segreti? Crederci e fare più esperienza possibile. Il fallimento? Secondo lui deve diventare un’esperienza naturale per tutti. Incantato dalla storia di Patagonia e del suo fondatore, Andrea incoraggia a sfruttare i cambiamenti per arricchire la propria personalità.

Che cos’è “Sentier”?
Sentier è la mia start-up. È un brand che ha l’obiettivo di semplificare e migliorare l’esperienza dell’uso della bicicletta e fare in modo che sempre più persone si avvicinino a questo fantastico mondo. A mio parere, la bici è una delle invenzioni più importanti dell’umanità e sicuramente il mezzo più efficiente con cui muoversi. Per questo ho deciso di voler aiutare coloro che come me non si adattano ai mezzi pubblici, che spesso non rappresentano la soluzione di viaggio ideale.

 In che modo?
Creando un prodotto che agevoli l’uso della bici sia a livello urbano, sia durante lunghi viaggi.

Di che prodotto si tratta?
Si chiama “Bike Trolley” ed è la fusione tra una valigia e un carrello da bici. Nasce dalla mia esperienza personale perché ho viaggiato per molti anni in bicicletta. Agli inizi usavo zaini, poi borse ed infine carrelli commerciali. Ma i prodotti sul mercato non mi soddisfacevano perché a volte risultavano ingombranti e scomodi durante i tempi off-bike, ad esempio in aeroporto. Di conseguenza, ho iniziato a pensarci su, e ho rapidamente ideato qualcosa che per me potesse essere trasportato in aereo facilmente. Oggi le persone che lo conoscono, lo considerano una valigia più che un carrello. Ha una sua ruota autonoma, un sistema meccanico, un telaio che si aggancia alla bicicletta e che ne facilita il trasporto. Allo stesso tempo, è ricompattabile anche per essere tenuto in casa. Ora stiamo cercando di approcciare meglio l’ambito urbano, per questo abbiamo nuovi prodotti in dirittura d’arrivo che sono ancora più targettizzati per il commuting urbano.

Il Bike Trolley è unico al mondo: non esiste carrello che possa diventare un bagaglio da stiva. Rappresenta un’innovazione. Quando è nata l’idea?
L’idea del primo prodotto è nata più di sei anni fa: era la mia tesi di laurea. Io sono sempre stato un grande appassionato di bici. Corro da moltissimi anni e ho partecipato a gare di mountain bike. Ho studiato Industrial Design a Venezia, mi sono laureato e poi ho cominciato a lavorare a Milano per sei anni per diversi studi. Ad un certo punto però, mi sono reso conto di voler pensare ad un progetto personale. Grazie all’incontro con alcune persone che mi hanno incoraggiato, ho deciso che la mia semplice idea doveva diventare realtà. Dopo aver lanciato una campagna di Crowdfunding su Kickstarter, che ha avuto molto successo in tutto il mondo, mi sono reso conto di aver bisogno di una struttura alla base per poter continuare, per cui due anni fa ho scoperto il mondo delle start-up e ho deciso di fondarne una.

Chi sta dietro a questo progetto?
Io sono il socio fondatore e sono affiancato da tre investitori, italiani ed internazionali. Poi ho vari collaboratori. Sono riuscito a creare un network di persone, amici e professionisti, vicine al progetto sia a livello emotivo, sia a livello operativo. Questa è una cosa molto importante per me, perché mi permette di lavorare con gente di elevata professionalità. Alcuni sono integrati a livello societario, altri probabilmente lo diventeranno in un prossimo futuro. Poi, il fatto di stare qui al Noi Techpark aiuta moltissimo in questo genere di cose: è un grande aiuto per sviluppare ancora di più le relazioni, anche perché il territorio è interessante e in rapido sviluppo.

Perché avete proprio scelto Bolzano?
In Alto Adige c’è un mercato forte, sia per quanto riguarda la tipologia di prodotti richiesti, sia per quanto riguarda la filosofia con cui si lavora. Fondamentalmente è simile al mercato tedesco e a quello settentrionale. Bolzano è una porta verso la Mittleeuropa e quindi strategicamente funziona. Noi distribuiamo principalmente in Europa, in particolare nelle zone settentrionali. Ci stiamo accorgendo che piano piano ci stiamo espandendo sempre più.

Cosa ti ha fatto pensare “ce la posso fare”?
In realtà, il mio percorso è appena iniziato quindi non posso dirti se ce l’abbia fatta oppure no. Però penso che si possa fare qualunque cosa, basta trovare gli strumenti giusti, il tempo e le risorse. Non credo che esistano cose impossibili. Il traguardo non l’abbiamo ancora raggiunto, ma ci stiamo lavorando sodo. Per ora abbiamo vinto premi di design molto prestigiosi, tra cui il premio Compasso d’Oro, e abbiamo presentato vari progetti. Sono grandi soddisfazioni anche a livello professionale.

Producete anche altri prodotti oltre al trolley?
Abbiamo anche la sezione “Appareal”. L’obiettivo iniziale era quello di avere una azienda multi prodotto. Ovviamente partendo da un oggetto come il trolley, che comunque è notevolmente costoso, è difficile creare da subito una famiglia di prodotti. Per colmare questo gap abbiamo iniziato a creare una serie di prodotti di abbigliamento che trasmettono i valori dell’azienda.

I vostri prodotti sono sostenibili?
Si, sono interamente realizzati in Italia, tra il Trentino e il Veneto, con materiali completamente riciclabili. In più, anche per i tessuti, abbiamo deciso di utilizzare materiali privi di PVC, a base poliuretanica che hanno un’elevata performance, ma non inquinano come i prodotti impermeabili tradizionali. Anche a livello di produzione cerchiamo di appoggiarci a fornitori che hanno il nostro stesso approccio. La sostenibilità un tema che sta diventando fondamentale, in tutti i campi.

Un’ultima domanda: scorrendo le pagine del vostro sito, ho notato una sezione che si chiama The journal: di cosa si tratta?
È un blog. Diverso. O meglio, è un Journal che rappresenta il diario di bordo della startup. Inoltre, è un’ottima opportunità per raccontare le storie di coloro che ci ispirano e che ci stimolano. Diamo la possibilità quindi anche alle altre startup o ad altri avventurieri di condividere con il nostro pubblico le loro avventure. Ad esempio, ci sono stati dei ragazzi che con il nostro prodotto hanno viaggiato per tutto il Sudafrica e che ci hanno mandato la loro testimonianza. Così mostriamo le meraviglie che le avventure in bicicletta ci regalano.