di Marco Miorandi

Una delle tante bellezze delle opere d’arte sta nel fatto che ci si possa letteralmente vivere insieme, creando un vero e proprio legame con esse. Tutto ciò parte dal trovare uno spazio fisico all’opera all’interno di casa, piantare un chiodo sulla parete e poter osservare il quadro col passare del tempo, sotto luci diverse ad orari diversi. Siamo andati ad intervistare Valentina Cramerotti, curatrice di Artoteca, un progetto che permette lo scambio di dipinti tra le persone con il fine di valorizzare la pittura sudtirolese.

Valentina è laureata in Beni Culturali all’Università di Trento e possiede una laurea magistrale in Storia e Critica dell’Arte all’Università degli studi di Milano.

Valentina, com’è nata l’idea dell’Artoteca e come si è evoluta nel tempo?

Il progetto nasce nel 2013 tramite una collaborazione tra Cooperativa19 e Associazione degli Artisti di Bolzano. L’idea di fondo sta nel creare una sorta di biblioteca di quadri e dipinti, dove le persone possano prendere in prestito dei quadri e successivamente familiarizzare con essi dedicandogli dello spazio sulle loro pareti di casa per un tempo di novanta giorni. Nei primi mesi le nostre attività rimasero in un circolo piuttosto piccolo, ma dallo scorso novembre abbiamo dato una forte accelerata al progetto riuscendo a rendere le nostre opere reperibili anche all’interno di quattro biblioteche altoatesine e non solo nella nostra sede.

Come mai sono stati scelti novanta giorni?

Riteniamo che, rispetto ad un libro, ci si impieghi di più a rendere proprio un dipinto e che quindi le persone necessitino un certo periodo di tempo per conoscere il quadro in sé e possederlo dentro la propria abitazione. Inoltre, ciò che ci auguriamo è che l’opera possa essere infine acquistata e che nasca un certo legame con essa.

Al momento qual è il vostro assetto organizzativo?

Io, come membro di Cooperartiva19, mi occupo principalmente di faccende organizzative e di sviluppo del progetto, mentre Associazione degli Artisti di Bolzano gestisce corsi e mostre per gli associati.

Avete qualche programma per il coinvolgimento dei giovani?

Certo. Nei prossimi mesi avvieremo diversi concorsi di pittura grazie alla nostra collaborazione con il Festival studentesco. I ragazzi più bravi, sottoposti al nostro giudizio, potranno diventare loro stessi pittori dei dipinti che saranno inseriti nel circuito dell’Artoteca. In aggiunta, stiamo lavorando per promuovere nuovi eventi guidati dai nostri artisti dedicati allo studio e all’analisi dei diversi stili, tecniche di pittura e altre forme d’arte tra cui la fotografia, la scultura, il disegno e il fumetto.

Possedete qualche piattaforma online?

Sì, abbiamo un sito che permette di consultare il catalogo con tutte le nostre opere, potendo vedere le caratteristiche tecniche di ognuna, in quale delle biblioteche si trovano e l’autore di esse. Al giorno d’oggi abbiamo 130 opere attive ed una cinquantina di artisti collaboratori, a cui dedichiamo una pagina personale completa di biografia per garantire una maggiore visibilità ad essi. Abbiamo anche una pagina dedicata a persone interessate al progetto, le quali possono contattarci per qualsiasi informazione.

Personalmente, cosa pensi di aver messo all’interno di questo progetto e qual è il tuo obbiettivo futuro?

Ho cercato di impegnarmi il più possibile affinché l’Artoteca espandesse i suoi canali di distribuzione. Ora come ora i quadri sono presenti nelle stesse liste di libri e DVD delle biblioteche affiliate rendendo quindi le opere d’arte un vero e proprio oggetto di scambio. Per il futuro spero che l’attività non rimanga solo un progetto pilota come lo è ora, ma che possa espandersi il più possibile in tutte le biblioteche della Provincia.

L’impegno di Valentina e di Artoteca permette alle persone di ottenere un contatto molto diretto con l’opera e gli autori, garantendo maggior sviluppo dell’attività artistica locale e una sua promozione.