di Anja Andjelic

Non è mai troppo tardi per avere il coraggio di cambiare. Ed è proprio dal coraggio di Elisabeth Tocca che nasce Cora Happywear, una start-up pioniera nel settore dell’abbigliamento, che non solo produce capi di qualità per bambini e mamme, ma che attraverso politiche sostenibili promuove la sensibilizzazione per l’ambiente e per tutto ciò che ci sta intorno.
“Cora” è appunto un’abbreviazione di coraggio, quello che ha portato Elisabeth a lasciare un posto di lavoro sicuro per cimentarsi nell’avventura di portare avanti i propri valori.
È l’evento della nascita dei suoi figli che le crea una certa sensibilità rispetto a quello che avrebbe voluto far loro indossare e mangiare. E così, da questa scintilla, ha iniziato a pensare non solo a sé stessa e al suo nucleo famigliare, ma anche agli altri. Come contribuire al bene delle persone e dell’ambiente? Come aiutare le mamme nella sua stessa situazione?
Durante la sera di Natale del 2012, Elisabeth chiede al fratello, che già ha esperienza nell’ambito dell’abbigliamento sostenibile, come introdurre nel settore del tessile qualcosa che possa dare un beneficio per le generazioni future. Purtroppo, si sa bene che il mercato del tessile è uno dei più inquinanti dopo quello petrolifero. Cosa fare per cambiare?
Quella che era stata concepita solo come idea, nei mesi successivi ha cominciato a svilupparsi, prendendo sempre più forma. Dopo più di un anno di sacrifici, business plans e intense ricerche, finalmente viene alla luce all’inizio del 2014 qualcosa di concreto. Oggi Cora Happywear ha quattro anni e vive al NOI Techpark di Bolzano. È proprio qui che ogni giorno, il team unisce giovani talenti, professionalità ed esperienza per creare capi di abbigliamento ed educare al consumo e a valori come rispetto e sostenibilità.
Cora Happywear produce capi per bambini e donne con materiali eco sostenibili innovativi, come il cotone organico, coltivato, prodotto e lavorato in Grecia, la canapa, la fibra di bamboo, proveniente dalla Turchia, e la fibra di eucalipto, sostenibile nel processo di produzione ma anche sostanza benefica per la pelle.
Innovativa è anche la politica di vendita, basata sul modello di social selling, per cui mamme e famiglie non sono solo clienti, ma vengono anche coinvolte in primo piano nel progetto, diventando testimonials e assumendosi la bellissima responsabilità di lasciare l’impronta.
L’ufficio di Cora Happywear è come una casa. Elisabeth e le sue compagne di avventura supportate da un amministratore e da un consulente esterno si dedicano quotidianamente al progetto sviluppando la loro creatività. Sono inoltre affiancate da una ragazza bolzanina che lavora a Barcellona per una grande azienda di moda propone loro nuove idee sui colori, sul design e sui nuovi stili. “Ognuno è responsabile del proprio compito che può gestire come vuole”, racconta la giovane Verena Bonetti. “È l’unione di responsabilità e libertà che rende l’ambiente lavorativo rassicurante e motivante. La libertà di operare secondo le proprie esigenze aumenta la produttività e crea la consapevolezza di collaborare per qualcosa di importante. Non c’è il dovere di stare sul posto di lavoro secondo orari standardizzati, perché non c’è niente di creato e dato per certo. Ognuno ci deve mettere il talento, la testa e il cuore. L’importante è raggiungere gli obiettivi, a prescindere dalla modalità con cui lo si fa.”
Le politiche aziendali di questa start-up sono decisamente differenti da quelle delle grandi aziende del fast fashion, che purtroppo hanno distrutto il mercato dell’abbigliamento, distorcendo e danneggiando la percezione di qualità nelle persone.
C’è bisogno di una certa educazione al consumo e a quello che è il valore del capo.
Cora Happywear, nel responsabilizzare l’abbigliamento sostenibile, fa già un grande primo passo verso un futuro migliore.