“Abbiamo deciso di prendere in gestione questa ferramenta ormai 19 anni fa, quindi il grande cambiamento nel quartiere c’era già stato, dal punto di vista abitativo. All’inizio le cose andavano davvero bene, ma oggi c’è crisi anche nel settore dell’edilizia e quindi questo si ripercuote inevitabilmente anche sulla nostra attività. Ci siamo messi in società, uno da Don Bosco e una da Gries, uno al banco e una in ufficio a gestire la contabilità e questa formula funziona. Fino ad oggi abbiamo sempre lavorato bene e possiamo dire che pregiudizi su Don Bosco non sono quasi per nulla fondati. La migrazione ha influito molto sul quartiere, soprattutto sulla parte bassa di via Sassari e nei prossimi anni la vera sfida sarà creare un legame con tutti. Noi siamo un vero e proprio negozio di vicinato, i clienti si fermano e fanno anche quattro chiacchere al banco e, se hanno bisogno di un consiglio vengono seguiti personalmente, cosa che nei grandi centri commerciali purtroppo non succede. C’è una grande qualità nella nostra consulenza e per questo speriamo che il quartiere e la città si rendano conto che i piccoli negozi come il nostro vanno rivalutati e supportati. Un negozio in questa zona è anche un punto di riferimento, una luce accesa che può dare un senso di protezione e noi speriamo che le cose possano migliorare.”