Daniele Da Re

da più di trent’anni nel mondo dell’artigianato, racconta il quartiere.
“Il negozio ha 35 anni di storia alle spalle, una vita passata nel mondo dell’artigianato. Circa 8 anni fa mia moglie ha arricchito la mia attività di calzoleria con le sue abilità nel campo della sartoria e gli affari andavano bene, le due attività si sostenevano reciprocamente. Tenendo conto dell’andamento economico io e mia moglie abbiamo deciso di spostare l’attività da via Resia e via Bari con l’intento di ammortizzare i costi dell’affitto. Tuttavia, il cambiamento non è stato positivo come ci saremmo potuti aspettare. La nuova via ci ha offerto un primo periodo di soddisfazioni, troncato dopo poco dall’arrivo della concorrenza. Ciò che proviamo noi nei confronti del cambiamento commerciale e culturale che ha interessato il nostro quartiere è amarezza. Amarezza nei confronti di tutele mancate verso le persone che sono cresciute qui; amarezza nei confronti di quelle attività che non si sa come non hanno alcun rispetto di quelle che sono le regole da seguire; amarezza nei confronti del futuro che si prospetta. Nei prossimi anni, secondo noi chiuderanno sempre più attività storiche e ne apriranno sempre più di nuove ed estranee all’essenza del quartiere. Ci dispiace se non vi abbiamo raccontato una realtà rosea, ma la realtà che vediamo e viviamo noi non ha quel colore; al contrario, ha il sapore dell’amarezza e di un vivere che sta diventando sempre meno vivere e sempre più sopravvivere.”

articolo di Viviana Rondelli