di Sara Alberti

Anche a Bolzano, come in molte altre città italiane ed europee, abbassando lo sguardo durante una passeggiata nel centro storico, ci si può imbattere in curiosi sanpietrini rivestiti d’ottone, brillanti e diversi dagli altri. Sono speciali ed hanno uno scopo ben preciso: ricordare le molte vittime del regime nazionalsocialista. Gunter Demnig, artista tedesco nato a Berlino nel 1947, le ha chiamate “Pietre d’Inciampo”. Questi piccoli monumenti commemorativi rappresentano una delle sue azioni artistiche più conosciute.
Ideato a partire dal 1996, il progetto Pietre d’Inciampo di Demnig unisce l’Europa nella volontà di ricordare le vittime attraverso una modalità nuova: non un monumento commemorativo unico, volto a rappresentare l’insieme totale delle vittime, bensì i singoli nomi incisi sulle pietre placcate in ottone, poste direttamente di fronte all’ultima abitazione della persona che si intende ricordare.
L’incisione riporta la scritta “Qui abitava”, volta a sottolineare l’ultima dimora in cui la vittima aveva vissuto sino al momento della cattura da parte dei criminali nazisti. Al nome è dedicata un’attenzione particolare, in modo da poter rievocare l’identità e poterle riservare al singolo individuo una personale commemorazione. Inoltre sono incisi la data di nascita, di cattura, di arresto, e talvolta anche i motivi per i quali era stata eseguita la cattura, oltre e alla data di morte.
“Attraverso il ricordo individuale alle persone, di fronte alle abitazioni nelle quali hanno vissuto fino alla loro deportazione, il ricordo viene considerato in modo molto concreto durante la vita di tutti i giorni. Ogni pietra personale simboleggia anche la totalità delle vittime” spiega l’artista. Dieci centimetri quadrati che costituiscono un inciampo non fisico, bensì emotivo. E’ semplice imbattersi in una delle dieci Pietre presenti a Bolzano, percorrendo un marciapiede che, guardato con più attenzione, si rivela essere ospite di un sanpietrino diverso, dedicato ad una tematica culturalmente importante, da cui non si può prescindere e che viene proposta ai passanti in modo diretto e tangibile. “La storia non resta di per se solo teorica, bensì ripercorribile e praticabile personalmente.”
Un progetto per l’Europa, grande nell’ambizione e nei luoghi in cui ha la capacità di arrivare.
L’interesse verso tematiche delicate come quella del Nazionalsocialismo, presente nelle ricorrenze, negli eventi e nei giorni dedicati alla memoria, confermano quanto questi argomenti siano ancora attuali. Il passato è la nostra storia, ma per pianificare il futuro è necessario conoscere bene ciò che è accaduto. La conoscenza permette di vivere ogni esperienza quotidiana in modo migliore, con un bagaglio di consapevolezza più consistente, che ci rende cittadini del mondo. E poi, “Ciò che si impara in modo piacevole non si dimentica più”, come scrisse Alfred Mercier vissuto nel corso del 1800.