di Sara Alberti

 

Finalmente l’occasione perfetta per imparare dai grandi maestri creativi. Responsabili e direttori di associazioni, cooperative sociali e creative, start-ups giovanili, designers. Parlano davanti a noi e si raccontano.

Parola chiave: under 40.
Requisiti: tempo e passione.
Costo: ZERO.

Un’occasione unica per ascoltare i consigli di giovani menti creative che, ad un certo punto della loro vita, si sono rese conto di non essere esattamente fatte per le scienze più razionali.

Un modo per trovare lavoro nel mondo della cultura e della creatività.

Il mondo più difficile, in continuo mutamento, quello del “non si trova lavoro”.

Per quale strano motivo una mente irrazionale e creativa dovrebbe avere difficoltà nell’inserirsi nel mondo del lavoro contemporaneo? La vita è arte e l’arte è vita. Lo insegna la storia.

L’Assessore alla Cultura Christian Tommasini, che nei giovani crede moltissimo, ragiona sulle difficoltà che essi devono affrontare oggi:

“Fare cultura significa fare impresa. I giovani di oggi hanno molte aspettative, ma la società e la realtà in cui viviamo creano ansie e preoccupazioni. Il progetto impulsi(vi)vi² vuole invece sostenere le giovani imprese creative under 40. La cultura genera benessere, legami tra persone e coesione sociale. Ecco che le offerte che vengono proposte da centri culturali, associazioni, cooperative e altri enti culturali possono combattere lo stress della vita quotidiana. Esse aiutano a ritrovarci di persona nei luoghi dove si propongono eventi diversi, così lo stress, l’individualismo e la solitudine dell’uomo contemporaneo vengono sconfitte per lasciare spazio alla vita sociale.”

Provate a salire su un treno. Guardatevi attorno. Le persone sono interconnesse, si parlano da una parte all’altra del mondo attraverso i social networks, si inviano fotografie e messaggi vocali. Sorridono, ridono, altri si infuriano, maledicono qualcuno, si scusano o vengono perdonati. Estraggono dalle borse oggetti da fotografare e inviare a centinaia o migliaia di chilometri di distanza. Per fortuna la tecnologia ci permette di fare questo. Solo così possiamo rimanere legati.

ANCHE SE in tanti casi potremmo sentirci e vederci in modo diverso, “come si faceva una volta”.

E allora perchè, se abitiamo nella stessa città, non ci diamo appuntamento una mattina in via X o in piazza Y per andare a vedere dal vivo dei dipinti che provengono da ogni parte del mondo, invece di guardarli in (h)alta definizione sul tablet? Perchè, se abbiamo una passione in comune, non proviamo ad imbastire un progetto insieme, partendo da una semplice idea?

“Nasco come geometra con la passione per la cucina. Volevo fare il cuoco, andare alla scuola alberghiera. Sì, mi sarebbe piaciuto molto. Al contempo, però, mi è sempre piaciuto disegnare figure e oggetti. Un giorno mia mamma, che ha sempre saputo e favorito questa mia grande passione, mi incoraggiò al design. – “Perchè non provi anche tu a disegnare qualcosa? Un elettrodomestico? Un qualsiasi oggetto? – mi disse. Così mi iscrissi all’École de Paris e andai a studiare design. Cominciò tutto così, da un incoraggiamento. Sono quello che ha disegnato il Frigorifero Smeg e altri oggetti e mobili di design, come questi(…).

Come disse Carlo Scarpa “Dal cucchiaio alla città”.

 

Impulsivo e mosso da stimoli vivi e creativi, il designer italiano Mario Varesco.

La vita di tutti giorni è così frenetica, immediata e competitiva. Viviamo in una realtà iper velocizzata, in cui tutto si può fare subito. Ma fermiamoci un momento a riflettere.

Ascoltiamo i consigli di quei ragazzi che, partiti da soli o con un gruppo di amici da una semplice idea nata in università, sono riusciti a costruire grandi cose. Certo, vivendo inizialmente esperienze più o meno terribili, svolgendo tirocini non pagati, stage a pochi euro (o a qualche altra valuta internazionale), affrontando delusioni, eccetera eccetera.

Questi sono i memo, le parole chiave da appendere alla vostra bacheca, armadio, frigorifero, o dove vi pare e piace:

Sii te stesso

Pensa prima di fare

Se devi fare qualcosa, fallo bene.

Cambia

Paradosso: contraddizione e bizzarro

Il limite è solo la testa

La competizione crea ansia. Non competere troppo.

 

Questi, invece, i recapiti giusti per partecipare gratuitamente a corsi di formazione in cui gli insegnanti saranno persone come Mario Varesco, designer italiano di fama globale, Sara Maragotto, designer dello studio Fludd, Claudia di Stefano di TEDx Bolzano, Teresa Pedretti di Irecoop Alto-Adige Südtirol e molti altri:

Indirizzo: Via Galilei 2/E, 39100 Bolzano-Bozen
Tel: 0471 441886
Web: http://www.impulsivivi.com
Facebook: @impulsivivi
Instagram: tag #impulsivivi

Per una società e un mondo migliori.